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1)Sono un giustizialista, non un giustiziere, per cui combatto le ingiustizie sociali ovunque e contro chiunque le perpetri(per questo motivo,mi considero un rivoluzionario).

2)Sono della razza mia e ne vado fiero,per questo motivo posso essere considerato razzista, delle altre razze me ne fotto,almeno, fino a quando non interferiscono con la mia libertà o tentano di prevaricarla, in questo caso mi riservo il diritto di difendermi con i mezzi che ritengo più opportuni;

3)credo in qualcosa di spiritualmente superiore all'uomo, ma non credo nelle religioni così come non credo nei partiti;

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5 giugno 2013

Lettere dalla Turchia

Lettere dalla Turchia


 


Due ragazze turche raccontano in prima persona cosa stasuccedendo in Turchia. Quali sono le motivazioni delle proteste, cosa stafacendo la polizia e chi sono i manifestanti.

Possiamo chiamarla rivoluzione Turca, iniziata come unapacifica protesta ambientalista si è trasformata nell'ennesima storia diviolenza e abuso di potere da parte delle autorità che dovrebbero proteggere icittadini. Per capire cosa sta succedendo in questi giorni in Turchia hochiesto a due ragazze Turche Selin e Pinar di raccontarmi la loro versionedegli avvenimenti, così da poter aiutare i manifestanti a diffondere le lororagioni e per permettere un contatto diretto e in prima persona con i giovaniturchi. Ecco dunque in queste due lettere il racconto e le motivazioni delleproteste che stanno rivoluzionando la Turchia.

 

Selin:

“Caro Andrea,

Prima di tutto vorrei ringraziarti per la tua proposta e diaiutarmi a condividere queste righe in Italia. Come è stato detto dai mediaitaliani, tutto è iniziato come una manifestazione ambientalista ad Instanbulnel parco di Gezi . I manifestanti erano tutti giovani sensibili alle tematicheambientali. Al terzo e quarto giorno di questa manifestazione, la polizia turcaha iniziato a trascinare i manifestanti fuori dalle tende usando la forza, ancheattraverso l'utilizzo di cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e altri gas chimici.Assistendo a questo comportamento aggressivo da parte della polizia neiconfronti dei giovani manifestanti, altri membri della società civile turca (turchilaici, scrittori, cantanti, sindacati, studenti) hanno cominciato a daresostegno e ad unirsi alle proteste dei giovani del parco Gezi. In questo modola protesta si è diffusa da Istanbul verso altre città della Turchia.

Voi occidentali, vi starete probabilmente chiedendo perchécentinaia di migliaia di persone stanno manifestando in questo modo per unparco. Sfortunatamente, noi non siamo così ambientalisti. La vera ragione dellanostra rabbia va ricercata nelle misure e nelle leggi Erdogan ha intrapreso inquesti mesi e anni. Il parco di Gezi è stata la goccia che ha fatto traboccareil vaso.Le persone che stanno protestando sono tutti appartenenti alla societàcivile turca:  studenti delle scuolesuperiori, studenti universitari, artisti, scrittori, editorialisti, docenti, avvocatie alcuni sindacati turchi. Non stanno manifestando solo giovani ma anche adultie anziani, gli anziani non sono sempre in strada, per via della loro età ma cisono, i miei amici proprio in questo momento sono in piazza Kizilay in Ankara. Putroppoci sono anche provocatori che creano problemi facendo atti di vandalici.

Ci sono molte ragioni che alimentano questa protesta, possofarti alcuni esempi:

Abbiamo molti intellettuali e attivisti in prigione da anni,detenuti per il solo motivo di pensare diversamente dal partito Ak, il partitodi Erdogan che li considera delle minacce. Lo sapevi che secondo Erdogan ancheTwitter e anche Facebook sono delle minacce? Ha paura del nostro diritto umanopiù importante: la libertà di parola.Le persone non trovano lavoro se non appartengono al partitoAK. I nostri media tradizionali non sono più i nostri occhi e lenostre orecchie come dovrebbero essere. Mentre i media internazionalimostravano le scene dei disordini in Turchia, noi vedevamo programmi suglianimali o di cucina, come se niente stesse accadendo nelle nostre città.Erdogan ha offeso i nostri martiri e le loro famiglie piùvolte.I nostri contadini non vengono rispettati. Un altro motivo alla base delle proteste riguarda lerestrizioni alle libertà personali. Ad esempio sull'uso di bevande alcoliche, ancoranon sono proibite ma passo dopo passo sembra che Erdogan sia indirizzato versoil proibizionismo. Le hostess della Turkish Airlines non possono più usare ilrossetto color rosso e devono indossare gonne lunghe. E, come detto inprecedenza, non possono servire bevande alcoliche. Se vuoi altre motivazioni, sfortunatamente, non mi saràdifficile trovarle. Come puoi vedere, non abbiamo più una democrazia e come puoinotare nel descrivere la situazione non sto usando la parola “Governo Turco”perché in effetti è Erdogan che prende le decisioni. Non voglio che le personeal di fuori della Turchia si facciano un'opinione sbagliata. Le persone instrada non sono dei ribelli, vogliono solo il rispetto dei loro diritti umani elibertà, e sicuramente tutti loro vogliono le “dimissioni di Erdogan”! Personalmente, vorrei che L'Europa facesse qualcosa, sonodisposta ad accettare ulteriori pressioni sul “governo della Turchia” se questofacesse in modo che Ergan smettesse di usare cannoni, gas lacrimogeni e lapolizia smettesse di assalire i manifestanti. E noi, il popolo turco, ciprenderemo cura di tutto il resto, ovvero delle dimissioni di Erdogan.”

Pinar:

“Ciao caro,

grazie per il tuo coinvolgimento e per il supporto. Sonofelice che ragazzi come te si interessino della situazione e contribuiscanoalla soluzione.Durante le ultime 4 notti, qui in Ankara, la polizia haattaccato i dimostranti con proiettili di plastica, spray al pepe, gaslacrimogeni, bombe, e non so cos'altro. Feriscono e fanno del male alle personeintenzionalmente, hanno addirittura ucciso alcune persone ma i numeri sonoancora incerti. Negozi, bar e abitazioni sono danneggiate di proposito e lancianospray al pepe dentro le abitazioni per soffocare le persone. Poliziotti sottocopertura si infiltrano tra i protestanti per danneggiare proprietà pubbliche eprivate e i media turchi attribuiscono questi atti ai dimostranti.”




permalink | inviato da C.O.C. il 5/6/2013 alle 6:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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