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Questo Blog è un blog "FASCISTA", nel senso nobile del termine e non nel senso che per 60 anni questa giudeocrazia gli ha conferito. Politicamente non si colloca ne a DESTRA, ne a SINISTRA, ma sta col POPOLO tutto a prescindere dalla razza, religione e ceto sociale. Rispetta chi porta rispetto ed è inflessibile con chi non rispetta le tradizioni e le leggi siano esse dello Stato che Naturali.

Questo blog si schiera apertamente con tutti i popoli oppressi e/o coercizzati da parte di governi o di Paesi che approfittando della loro superiorità tecnologica, militare, finanziaria, li spogliano di ogni risorsa e ne calpestano la dignità.

1)Sono un giustizialista, non un giustiziere, per cui combatto le ingiustizie sociali ovunque e contro chiunque le perpetri(per questo motivo,mi considero un rivoluzionario).

2)Sono della razza mia e ne vado fiero,per questo motivo posso essere considerato razzista, delle altre razze me ne fotto,almeno, fino a quando non interferiscono con la mia libertà o tentano di prevaricarla, in questo caso mi riservo il diritto di difendermi con i mezzi che ritengo più opportuni;

3)credo in qualcosa di spiritualmente superiore all'uomo, ma non credo nelle religioni così come non credo nei partiti;

4)non cerco la vostra approvazione e del vostro disprezzo me ne frego, passo e ci piscio sopra;

 


 

 

 

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30 gennaio 2008

Tre quarti di secolo fa in Germania

Fiaccole per illuminare la notte 



Settantacinque anni fa, esattamente tre quarti di secolo orsono, si compiva una delle pochissime rivoluzioni, ad esser rigorosi probabilmente la sola, a realizzarsi rigorosamente ed esclusivamente per via democratica.

La Repubblica di Weimar chiudeva i battenti e una fiaccolata lunga una notte salutava la rinascenza germanica dopo Versailles. A quella data la nazione contava sei milioni di disoccupati. In meno di un anno e mezzo al Cancelliere tedesco sarebbe riuscito il miracolo del raggiungimento della piena occupazione. La nuova (e antica) Germania andava rapidamente superando le differenze di ceto e di classe, prendeva il controllo sulla moneta, usciva dai diktat finanziari internazionali, evocava le sue radici storiche e preistoriche e si poneva come esempio per non poche altre nazioni.

Nello stesso anno negli Usa si costituiva il Council of Foreign Relations dedito esplicitamente a preparare la guerra mondiale. Sei anni più tardi alla Reazione, all'Alta Finanza, al Crimine Organizzato, al Comunismo e alle oligarchie della standardizzazione religiosa e sapienziale non restava altra soluzione che scatenare un conflitto planetario per riportare l'ordine internazionale nelle condizioni di aridità, precariato, proletarizzazione, schiavitù e cecità spirituale ed esistenziale che noi, oggi, conosciamo bene.

Ma nessuno ha mai spento quelle fiaccole.

G.A.
(Giorgio Armani? Non credo proprio!)
 


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29 gennaio 2008

Grillo 4 President

Povera Italia, un paese ridotto allo sfascio, senza cultura,
con un passato dignitoso ma con un futuro da schiavo, senza spina dorsale, un paese di coglioni senza coglioni, un Paese che è stato la culla della civiltà per 700 anni ridotto a cumuli di "munnezza" e governato da gente di merda, da mafiosi, da collusi, da corrotti, da ladri e da puttane della peggior specie, perchè io, a chi la puttana la fa di professione, porto rispetto.

Un paese che per circa 700 anni ha dominato il mondo miltarmente, un paese che è stato la culla della civiltà per gli oltre 1000 anni a seguire quei fasti, ridotto ad acclamare un pagliaccio, pardon un comico, come suo nuovo condottiero, come suo nuovo duce... Che tristezza, che vergogna , sapere di appartenere a un simile popolo ad una simile razza...




Rifiuti, Grillo organizza M-day

Il comico: 23 febbraio giorno munnezza

La giornata del rifiuto o M-day(munnezza day). E' la manifestazione organizzata a Napoli dal meetup di Beppe Grillo il 23 febbraio prossimo. Sul blog del comico genovese già vanno avanti i preparativi per organizzare la manifestazione di protesta così come sono stati pubblicati gli spot su Youtube. Il 23 si raccoglieranno firme per chiedere di avviare la raccolta differenziata porta a porta.

Su Youtube è in rete un spot che ha per protagonisti un sacchetto "condannato all'incenerimento" e un pulcinella arrabbiato per il perdurare dell'emergenza. Intanto in alcuni quartieri di Napoli e in altre zone della provincia continuano le proteste e i blocchi spontanei nelle strade da parte dei cittadini. Sono in molti a protestare contro il piano del commissiario straordinario Gianni De Gennaro che prevede l'imminente apertura di alcuni siti e discariche.



A tutti quei cialtroni che aderiranno a questa iniziativa dico solo questo:
"se avete veramente voglia di fare un "munnezza day" fatelo!
Ma fatelo nella maniera giusta, recandovi a Roma e più precisamente a Montecitorio, prendendo la "munnezza" per la collottola e gettandola nel Tevere.


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permalink | inviato da C.O.C. il 29/1/2008 alle 9:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa



24 gennaio 2008

La fiducia secondo Romano

Il governo ha chiesto la fiducia al Senato.
(Ovvero sarebbe assurdo buttare alle ortiche tutto quanto,
proprio ora che l'elargizione delle prebende a vita sono alle porte)

Di Valentina, visto e modificato da me medesimo

Tra insulti, grida, minacce e svenimenti stanno decidendo le sorti del paese e tra poche ore sapremo come si risolverà la crisi aperta pochi giorni fa da Mastella.

Se ne era andato sbattendo la porta, offeso per non aver ricevuto il sostegno e la solidarietà di amici e alleati. I cori da stadio e la standing ovation ricevuti durante la lettura delle proprie dimissioni evidentemente non sono bastate al nostro eroe da Ceppaloni (un nome, un programma, anche il paese)...eppure quando era Berlusconi a dirsi perseguitato dai giudici mezza Camera lo fischiava, ora no, tutti uniti contro il povero oppresso.

Sono stati due anni frenetici in cui l’ex ministro della Giustizia si è distinto per le innumerevoli iniziative che a lungo ce lo faranno ricordare: dall’indulto, alla legge-bavaglio sulle intercettazioni, alla riforma dell’ordinamento giudiziario, alle numerose ispezioni nelle procure dove Pm insolenti avevano l’ardire di indagare su di lui, alla richiesta di trasferimento per De Magistris (mentre l’articolo veniva redatto De Magistris annunciava le sue dimissioni dalla casta dei magistrati (ANM) che a suo dire, non solo non è in grado di rappresentare, ma nemmeno di tutelare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, e che le cui condotte stanno affievolendo e indebolendo quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione)



Sono lontani i tempi in cui era portavoce di De Mita, ora, dopo una carriera zigzagante, è lui il leader: e l’ha dimostrato. Con un misero 1,4% di voti ha saputo tenere in stallo per quasi 2 anni il governo, facendo cose che pochi sanno fare: come un infaticabile governo ombra ha fatto opposizione dall’interno, ha remato contro, ha minacciato ogni settimana una nuova crisi e ha invocato continue verifiche nella maggioranza.

La situazione è precipitata il 16 gennaio quando si è diffusa la notizia degli arresti domiciliari della moglie di Mastella, indagata insieme a 23 esponenti dell’UDEUR dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il nostro eroe non perde tempo e, forse dimenticando di essere ancora il Ministro della Giustizia in carica, presenta alla Camera un discorso strappalacrime in difesa della sua famiglia, e della democrazia (ma un giudice che vuole applicare la legge da quando è contro la democrazia?), critica aspramente una “certa magistratura che considera certi politici come un muro da abbattere” (in particolare il procuratore che sta conducendo l’indagine), e contro la fuga di notizie (che peraltro si ritorce sempre contro i magistrati –De Magistris è l’esempio). Quello stesso giorno si diffonde la notizia che anche Mastella è indagato e gli vengono contestati sette capi di imputazione.

Pare, tuttavia, che la notizia degli imminenti arresti domiciliari della moglie non abbia colto di sorpresa il nostro eroe. L’anteprima l’aveva ricevuta con un paio di giorni di anticipo dai suoi fedelissimi, e aveva avuto così il tempo di preparare il contrattacco e quel commovente discorso letto con tanto pathos.

Avuta la soffiata, non si è rivolto ai colleghi della coalizione, ma ha contattato Berlusconi: quale migliore alleato di chi da anni condanna duramente la magistratura e la giustizia?

Nell’ultima settimana ci è stato presentato un quadro perfetto di quello che oggi è la situazione della politica italiana: dopo lo scandalo dei rifiuti campani abbiamo visto indagati il ministro della Giustizia, 23 rappresentanti di un partito della maggioranza, la moglie di Mastella che continua a presiedere la giunta campana dalla cucina di casa sua e non si dimette, il governatore della Sicilia che esulta per essere stato condannato a 5 anni e nemmeno lui pensa a dimettersi, anzi riceve le congratulazioni da Casini...

E’ vero che chiunque è innocente fino a prova contraria, ma direi che questa desolante condizione dovrebbe bastare a Prodi per ammettere che la politica italiana è sull’orlo del baratro, alzarsi dalla poltrona e tornarsene a Bologna, in bicicletta magari....tanto per schiarirsi le idee.

Prodi sapeva di firmare una cambiale in bianco quando ha accettato l’UDEUR nel governo, il problema è che ora chi la deve pagare siamo noi.

Mastella con un tempismo perfetto ha dato al governo la spallata che l’opposizione da tempo cercava: proprio in questi giorni, in cui cominciava a farsi più intenso il dibattito sulla legge di riforma elettorale e la Consulta ha comunicato l’ammissibilità dei referendum.

L’UDEUR è contraria sia alla Bozza Bianco sia al referendum, perché in entrambe i casi i piccoli partiti verrebbero penalizzati dalle soglie di sbarramento.

E’ una coincidenza che la crisi sia stata aperta proprio adesso?

Ora che ci provino a portare avanti la riforma elettorale col governo agonizzante, e comunque Mastella ormai ha dichiarato che l’esperienza col centro-sinistra è finita ed è già pronto a saltare sul carrozzone del centro-destra.

Non illudetevi! Ha già calcolato tutto. Lo ritroviamo anche nel prossimo governo.

Ha trovato in Berlusconi un nuovo alleato, uniti contro il nemico comune: il codice penale.

Valentina

Fonti:

IL GIORNALE

LA REPUBBLICA

QN - Quotidiano Nazionale

 




20 gennaio 2008

La legge sono loro


Totò Cuffaro per gli amici"vasa vasa" (bacia bacia)

 

Scritto da Antonio Padellaro    
sabato 19 gennaio 2008 
Condannato da un tribunale della Repubblica a cinque anni per favoreggiamento, il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro comunica esultante: non mi dimetto.
Uomo di parola, Totò lo aveva detto prima che senza l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra sarebbe rimasto al suo posto. L’asticella l’ha fissata lui, e adesso non sente ragioni.
Almeno un amico degli amici si è giovato di una sua soffiata su certe microspie messe dagli investigatori. Con il risultato di vanificare intercettazione e indagini. Negli Stati Uniti per molto meno ti sbattono in galera e buttano la chiave. Qui da noi ti dedicano una fiaccolata.
A quanto si è capito, secondo i giudici, favorire un mafioso non significa favorire la mafia. Siamo o no la patria del diritto?
La condanna... resta comunque grave, una macchia pesante per un uomo politico che dovrebbe difendere la propria immagine di onestà sopra ogni altra cosa.



Non certo per “vasa vasa”, abituato a baciare sulle guance tanta di quella gente, ovviamente senza mai chiedergli la fedina penale.
Lo abbiamo visto, raggiante, raccogliere il meritato successo a palazzo di giustizia.
Dicono che nelle chiese palermitane i suoi fedeli abbiano pregato per l’assoluzione, e se anche il miracolo non c’è stato a Totò va benone lo stesso.

Alleluja. Tra sconti di pena e indulto di quei cinque anni ne resterà ben poco.


era più corretto scrivere "Sa futtia"



E quanto all’interdizione dei pubblici uffici, scatta a sentenza definitiva.
Totò sorride e vasa e vasa. Immacolato è.
È un arroganza che lascia senza parole, ma scandalizzarsi serve poco.
I tanti Cuffaro disseminati nel nostro bel paese della legge se ne fottono allegramente perché “loro” si considerano la legge.



E quanto alle sentenze, dipende dal punto di vista.
Infatti, Cuffaro festeggia la condanna che considera un’assoluzione e subito si crea una festosa processione di solidarietà guidata da Pierferdinando Casini. Il quale dimentico di aver ricoperto il ruolo di terza carica dello Stato, con una certa dignità, si congratula e approva con questo stravagante sillogismo: Totò non è colluso e quindi è giusto che resti presidente.
Con questa logica potevano anche dargli dieci anni o venti e il leader Udc avrebbe ugualmente stappato lo spumante.
Bravo Totò sei tutti loro, ma occhio alla prossima soffiala.

In questo venerdì di ordinaria giustizia spicca pure il rinvio a giudizio di Berlusconi chiesto dalla Procura di Napoli per corruzione.
La storia è quella della famosa telefonata al prono Saccà con le aspiranti attrici tv “segnalate” in cambio di favori.
Qui la tecnica è collaudatissima. Se Totò minimizza, Silvio s’indigna.
E giù insulti contro il partito delle procure che i bravi berluscones rincarano in pieno delirio mistico accusando i magistrati di barbarie e altre nefandezze.

Poi i due si congratulano vicendevolmente solidarizzando con Mastella. Il quale da Ceppaloni nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura definisce una «macchietta» il procuratore di Santa Maria Capua Vetere che lo ha inquisito con moglie e parenti.
Vendetta tremenda vendetta: il leader dell’Udeur pretende da tutta la maggioranza un voto di solidarietà, altrimenti addio governo. Probabilmente lo avrà.

Alla fine l’unico, vero colpevole della giornata sarà il pm di Catanzaro De Magistris. Duramente sanzionato dal Csm viene trasferito da Catanzaro e non sarà più pm.
Così impara a indagare sui politici.

P.S. L’altra sera in tv il sondaggista Renato Mannheimer calcolava in 7 su 100 gli italiani che nutrono ancora fiducia nella politica. Coraggio, lo zero è vicino.
 
Unità, 19 gennaio 2008




17 gennaio 2008

Campania, continua l'emergenza rifiuti

Non sanno come smaltirli





 
La famiglia Mastella e buona parte dell'UDEUR è ancora a piede libero, la popolazione per ordine di Don Raffaè, sentitamente, ringrazia il governo Prodi e quanti si sono stretti attorno al loro uomo di fiducia e  i suoi guitti. Tanto si sa gli italiani sono un popolo che tende a dimenticare tra un po' di tempo, come successe per Cirino Pomicino, de Mita e Poggiolini, basta che se ne stia un po' in disparte e tutto finisce a tarallucci e vino, per lui e la sua cricca s'intende, perchè nel frattempo i danni che ha cominato al paese come ministro della giustizia sono incontrovertibili e irreparabili...

 




permalink | inviato da C.O.C. il 17/1/2008 alle 11:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


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