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Questo blog si schiera apertamente con tutti i popoli oppressi e/o coercizzati da parte di governi o di Paesi che approfittando della loro superiorità tecnologica, militare, finanziaria, li spogliano di ogni risorsa e ne calpestano la dignità.

1)Sono un giustizialista, non un giustiziere, per cui combatto le ingiustizie sociali ovunque e contro chiunque le perpetri(per questo motivo,mi considero un rivoluzionario).

2)Sono della razza mia e ne vado fiero,per questo motivo posso essere considerato razzista, delle altre razze me ne fotto,almeno, fino a quando non interferiscono con la mia libertà o tentano di prevaricarla, in questo caso mi riservo il diritto di difendermi con i mezzi che ritengo più opportuni;

3)credo in qualcosa di spiritualmente superiore all'uomo, ma non credo nelle religioni così come non credo nei partiti;

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24 gennaio 2008

La fiducia secondo Romano

Il governo ha chiesto la fiducia al Senato.
(Ovvero sarebbe assurdo buttare alle ortiche tutto quanto,
proprio ora che l'elargizione delle prebende a vita sono alle porte)

Di Valentina, visto e modificato da me medesimo

Tra insulti, grida, minacce e svenimenti stanno decidendo le sorti del paese e tra poche ore sapremo come si risolverà la crisi aperta pochi giorni fa da Mastella.

Se ne era andato sbattendo la porta, offeso per non aver ricevuto il sostegno e la solidarietà di amici e alleati. I cori da stadio e la standing ovation ricevuti durante la lettura delle proprie dimissioni evidentemente non sono bastate al nostro eroe da Ceppaloni (un nome, un programma, anche il paese)...eppure quando era Berlusconi a dirsi perseguitato dai giudici mezza Camera lo fischiava, ora no, tutti uniti contro il povero oppresso.

Sono stati due anni frenetici in cui l’ex ministro della Giustizia si è distinto per le innumerevoli iniziative che a lungo ce lo faranno ricordare: dall’indulto, alla legge-bavaglio sulle intercettazioni, alla riforma dell’ordinamento giudiziario, alle numerose ispezioni nelle procure dove Pm insolenti avevano l’ardire di indagare su di lui, alla richiesta di trasferimento per De Magistris (mentre l’articolo veniva redatto De Magistris annunciava le sue dimissioni dalla casta dei magistrati (ANM) che a suo dire, non solo non è in grado di rappresentare, ma nemmeno di tutelare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, e che le cui condotte stanno affievolendo e indebolendo quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione)



Sono lontani i tempi in cui era portavoce di De Mita, ora, dopo una carriera zigzagante, è lui il leader: e l’ha dimostrato. Con un misero 1,4% di voti ha saputo tenere in stallo per quasi 2 anni il governo, facendo cose che pochi sanno fare: come un infaticabile governo ombra ha fatto opposizione dall’interno, ha remato contro, ha minacciato ogni settimana una nuova crisi e ha invocato continue verifiche nella maggioranza.

La situazione è precipitata il 16 gennaio quando si è diffusa la notizia degli arresti domiciliari della moglie di Mastella, indagata insieme a 23 esponenti dell’UDEUR dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il nostro eroe non perde tempo e, forse dimenticando di essere ancora il Ministro della Giustizia in carica, presenta alla Camera un discorso strappalacrime in difesa della sua famiglia, e della democrazia (ma un giudice che vuole applicare la legge da quando è contro la democrazia?), critica aspramente una “certa magistratura che considera certi politici come un muro da abbattere” (in particolare il procuratore che sta conducendo l’indagine), e contro la fuga di notizie (che peraltro si ritorce sempre contro i magistrati –De Magistris è l’esempio). Quello stesso giorno si diffonde la notizia che anche Mastella è indagato e gli vengono contestati sette capi di imputazione.

Pare, tuttavia, che la notizia degli imminenti arresti domiciliari della moglie non abbia colto di sorpresa il nostro eroe. L’anteprima l’aveva ricevuta con un paio di giorni di anticipo dai suoi fedelissimi, e aveva avuto così il tempo di preparare il contrattacco e quel commovente discorso letto con tanto pathos.

Avuta la soffiata, non si è rivolto ai colleghi della coalizione, ma ha contattato Berlusconi: quale migliore alleato di chi da anni condanna duramente la magistratura e la giustizia?

Nell’ultima settimana ci è stato presentato un quadro perfetto di quello che oggi è la situazione della politica italiana: dopo lo scandalo dei rifiuti campani abbiamo visto indagati il ministro della Giustizia, 23 rappresentanti di un partito della maggioranza, la moglie di Mastella che continua a presiedere la giunta campana dalla cucina di casa sua e non si dimette, il governatore della Sicilia che esulta per essere stato condannato a 5 anni e nemmeno lui pensa a dimettersi, anzi riceve le congratulazioni da Casini...

E’ vero che chiunque è innocente fino a prova contraria, ma direi che questa desolante condizione dovrebbe bastare a Prodi per ammettere che la politica italiana è sull’orlo del baratro, alzarsi dalla poltrona e tornarsene a Bologna, in bicicletta magari....tanto per schiarirsi le idee.

Prodi sapeva di firmare una cambiale in bianco quando ha accettato l’UDEUR nel governo, il problema è che ora chi la deve pagare siamo noi.

Mastella con un tempismo perfetto ha dato al governo la spallata che l’opposizione da tempo cercava: proprio in questi giorni, in cui cominciava a farsi più intenso il dibattito sulla legge di riforma elettorale e la Consulta ha comunicato l’ammissibilità dei referendum.

L’UDEUR è contraria sia alla Bozza Bianco sia al referendum, perché in entrambe i casi i piccoli partiti verrebbero penalizzati dalle soglie di sbarramento.

E’ una coincidenza che la crisi sia stata aperta proprio adesso?

Ora che ci provino a portare avanti la riforma elettorale col governo agonizzante, e comunque Mastella ormai ha dichiarato che l’esperienza col centro-sinistra è finita ed è già pronto a saltare sul carrozzone del centro-destra.

Non illudetevi! Ha già calcolato tutto. Lo ritroviamo anche nel prossimo governo.

Ha trovato in Berlusconi un nuovo alleato, uniti contro il nemico comune: il codice penale.

Valentina

Fonti:

IL GIORNALE

LA REPUBBLICA

QN - Quotidiano Nazionale

 




20 gennaio 2008

La legge sono loro


Totò Cuffaro per gli amici"vasa vasa" (bacia bacia)

 

Scritto da Antonio Padellaro    
sabato 19 gennaio 2008 
Condannato da un tribunale della Repubblica a cinque anni per favoreggiamento, il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro comunica esultante: non mi dimetto.
Uomo di parola, Totò lo aveva detto prima che senza l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra sarebbe rimasto al suo posto. L’asticella l’ha fissata lui, e adesso non sente ragioni.
Almeno un amico degli amici si è giovato di una sua soffiata su certe microspie messe dagli investigatori. Con il risultato di vanificare intercettazione e indagini. Negli Stati Uniti per molto meno ti sbattono in galera e buttano la chiave. Qui da noi ti dedicano una fiaccolata.
A quanto si è capito, secondo i giudici, favorire un mafioso non significa favorire la mafia. Siamo o no la patria del diritto?
La condanna... resta comunque grave, una macchia pesante per un uomo politico che dovrebbe difendere la propria immagine di onestà sopra ogni altra cosa.



Non certo per “vasa vasa”, abituato a baciare sulle guance tanta di quella gente, ovviamente senza mai chiedergli la fedina penale.
Lo abbiamo visto, raggiante, raccogliere il meritato successo a palazzo di giustizia.
Dicono che nelle chiese palermitane i suoi fedeli abbiano pregato per l’assoluzione, e se anche il miracolo non c’è stato a Totò va benone lo stesso.

Alleluja. Tra sconti di pena e indulto di quei cinque anni ne resterà ben poco.


era più corretto scrivere "Sa futtia"



E quanto all’interdizione dei pubblici uffici, scatta a sentenza definitiva.
Totò sorride e vasa e vasa. Immacolato è.
È un arroganza che lascia senza parole, ma scandalizzarsi serve poco.
I tanti Cuffaro disseminati nel nostro bel paese della legge se ne fottono allegramente perché “loro” si considerano la legge.



E quanto alle sentenze, dipende dal punto di vista.
Infatti, Cuffaro festeggia la condanna che considera un’assoluzione e subito si crea una festosa processione di solidarietà guidata da Pierferdinando Casini. Il quale dimentico di aver ricoperto il ruolo di terza carica dello Stato, con una certa dignità, si congratula e approva con questo stravagante sillogismo: Totò non è colluso e quindi è giusto che resti presidente.
Con questa logica potevano anche dargli dieci anni o venti e il leader Udc avrebbe ugualmente stappato lo spumante.
Bravo Totò sei tutti loro, ma occhio alla prossima soffiala.

In questo venerdì di ordinaria giustizia spicca pure il rinvio a giudizio di Berlusconi chiesto dalla Procura di Napoli per corruzione.
La storia è quella della famosa telefonata al prono Saccà con le aspiranti attrici tv “segnalate” in cambio di favori.
Qui la tecnica è collaudatissima. Se Totò minimizza, Silvio s’indigna.
E giù insulti contro il partito delle procure che i bravi berluscones rincarano in pieno delirio mistico accusando i magistrati di barbarie e altre nefandezze.

Poi i due si congratulano vicendevolmente solidarizzando con Mastella. Il quale da Ceppaloni nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura definisce una «macchietta» il procuratore di Santa Maria Capua Vetere che lo ha inquisito con moglie e parenti.
Vendetta tremenda vendetta: il leader dell’Udeur pretende da tutta la maggioranza un voto di solidarietà, altrimenti addio governo. Probabilmente lo avrà.

Alla fine l’unico, vero colpevole della giornata sarà il pm di Catanzaro De Magistris. Duramente sanzionato dal Csm viene trasferito da Catanzaro e non sarà più pm.
Così impara a indagare sui politici.

P.S. L’altra sera in tv il sondaggista Renato Mannheimer calcolava in 7 su 100 gli italiani che nutrono ancora fiducia nella politica. Coraggio, lo zero è vicino.
 
Unità, 19 gennaio 2008




25 ottobre 2007

una pallottola spuntata 8 e 1/2

Questo video vuol essere un omaggio, non il solito e ipocrita omaggio post mortem, ad un "UOMO" che con molto coraggio ha deciso di schierarsi apertamente contro il sistema, politico, economico e malavitoso italiano.
Un UOMO che vive costantemente sotto la spada di damocle, che ha deciso di imolarsi sull'altare della Patria, che non sa se e quanto questo sistema gli permetterà di vivere ancora, così come è successo per il Gen. Dalla Chiesa, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone. Lo ha fatto per se ma, soprattutto l'ha fatto, anche per noi tutti, quello che adesso tutti noi dobbiamo fare per lui e dare voce alle sue battaglie e fargli sentire la nostra presenza, solidarietà, gratitudine e di farlo sentire meno solo.




Demagistris
Caricato da ZioBenny

Qualsiasi cosa succede a quest'uomo sappiate che il mandante è lo Stato, che i suoi assassini sono da ricercarsi tra le più alte cariche dello Stato sia in questa legislatura che in quella precedente, e se non cambia la legge è probabile anche nelle legislature future


Grazie!

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE




6 ottobre 2007

Chi tocca la casta...MUORE

La casta fa quadrato e si scaglia compatta contro Santoro , quello stesso Santoro che fu dichiarato martire, dopo l’epurazione, sotto il governo Berlusconi dai suoi attuali detrattori e futuri aguzzini

Vediamo la cronaca dei fatti:

Le indagini del pm De Magistris

Il 18 giugno vengono effettuate 26 perquisizioni in tutta Italia ad amministratori calabresi, agenti dei servizi segreti e manager, con l’accusa di aver gestito trasversalmente del denaro pubblico nell’ambito dell’inchiesta Why Not.

Nell’indagine Poseidon lanciata nel maggio 2005 gli illeciti riguardavano invece 200 milioni di fondi comunitari. Nel mese di Luglio il sito Panorama.it comunica che nell’ambito dell’inchiesta Why not, condotta dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris, viene indagato il premier Romano Prodi con l’accusa di abuso d’ufficio.

Il Pm di Catanzaro avrebbe raccolto una banca dati con intercettazioni e tabulati telefonici tra cui anche una conversazione tra il ministro Mastella e Antonio Saladino, ex direttore della Why Not. Nell’inchiesta sarebbe coinvolto anche Silvio Berlusconi.

Il 26 luglio arrivano a Catanzaro gli ispettori del Ministero di Giustizia per il sopraggiungere di duri contrasti all’interno della Procura calabrese.

De Magistris il 30 agosto parla di «emergenza democratica» legata alle ispezioni.

Il 21 settembre Mastella invia al CSM la richiesta di trasferimento per De Magistris e
per il procuratore Mariano Lombardi.

De Magistris afferma che i nomi coinvolti sarebbero molti meno, mentre il CSM fa sapere di poter rinviare la decisione sul trasferimento del Pm, data l’acquisizione di nuovi atti.

Difende il magistrato, invece, il Gip Clementina Forleo che durante la trasmissione "AnnoZero" di Michele Santoro afferma: «Luigi è un collega che sta subendo intimidazioni per aver scoperchiato delle pentole che non andavano scoperchiate»

"Ku Klux Klan dell'informazione italiana"

Il Guardasigilli al Corriere della Sera:

"Non abbiamo assistito a una trasmissione, ma a un linciaggio. A un processo stalinista"

Il ministro della Giustizai, Clemente Mastella, non ha apprezzato la puntata della trasmissione televisiva Anno Zero andata in onda ieri sera, decicata al caso De Magistris. "Questo non è giornalismo, non è servizio pubblico: Questo è un linciaggio. E questi signori sono il Ku Klux Klan dell'informazione italiana" attacca Mastella, che aggiunge: "Sono una setta che ritiene di poter sparare, ammazzare le persone o ferirle moralmente, ritenendo che poi, sorridendo cinicamente, si possa far finta di nulla e andare avanti, con un'altra puntata, un altro linciaggio". "Cosí non si puó andare avanti - continua il Guardasigilli commentando il programma di Michele Santoro -. Non abbiamo assistito a una trasmissione, ma a un linciaggio. A un processo stalinista" (fc).


Poi non contento, irato e furibondo minaccia:

ANNOZERO/ MASTELLA MINACCIA SFIDUCIA A CDA, DG PREPARA AUTODIFESA

Il 10 caso in consiglio. Urbani: se Cappon ha sbagliato va rimosso

Roma, 5 ott. (Apcom) - Vacillano ancora una volta le fragili fondamenta del vertice di viale Mazzini. Dopo il pericolo scampato per un soffio al Senato, il 20 settembre, il Cda Rai è di nuovo sott'accusa e a rischio sfiducia. La scintilla si accende nello studio di 'Annozero', la trasmissione di Michele Santoro che ieri su Raidue si è occupata del caso del pm di Catanzaro De Magistris. Gli argomenti trattati sono ad alta tensione e le fiamme ci mettono poco a divampare: l'Udeur, come annunciato, promette battaglia e il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, arriva a parlare di "ku klux klan dell'informazione", avvertendo che se il Cda della Rai non fornirà le regole opportune per arginare il "costante linciaggio mediatico", il suo partito presenterà "una mozione di sfiducia al Senato".

Al ministro risponde Giuliano Urbani, che avverte: Mastella "sbaglia bersaglio". Sostiene il consigliere di amministrazione vicino a forza Italia che "la responsabilità è esclusivamente del dg. Noi non possiamo censurare Santoro, né potevamo parlare con lui. Noi parliamo con Cappon, e mercoledì scorso lo abbiamo richiamato alle sue responsabilità". Per questo, aggiunge, se si dovesse accertare che Cappon non ha fatto il suo dovere, "il cda avrebbe il compito di rimuoverlo". Non sfugge, al consigliere, che un'eventuale 'sfiducia' deve essere un'iniziativa condivisa dalla maggioranza dei membri del Cda. Così come sa molto bene il suo collega, Marco Staderini, che osserva: "Alla base di questo ragionamento ci sono i numeri". E comunque, sottolinea, "Cappon ha lasciato intendere che farà una sua valutazione sulla questione e promuoverà delle azioni, aspettiamo che valuti, poi valuteremo noi cosa fare". Secco invece Carlo Rognoni, consigliere in quota Ds: "Se qualcuno vuole trasformare tutto in politica faccia pure, ognuno si assume le responsabilità di quello che dice. Io credo che non ci siano gli estremi per un'operazione del genere".

Da parte sua, Cappon aveva già annunciato in mattinata di voler portare il tema nella prossima seduta del Consiglio, specificando che "non contano i giudizi personali, ma le valutazioni complessive e la responsabilità aziendale". Il dg non ha sentito oggi Michele Santoro, come spiega lo stesso giornalista, ma è ipotizzabile che avrà contatti con lui prima di presentarsi davanti ai consiglieri, mercoledì prossimo. Al di là delle possibili sanzioni e delle azioni che deciderà di intraprendere, Cappon ci terrà a difendere il suo operato di 'controllo' preventivo: in fondo l'azione di moral suasion del dg su Santoro era stata avviata già lunedì scorso, quindi prima dell'impegno assunto davanti al consiglio il mercoledì successivo. In quell'occasione, Cappon aveva formulato un chiaro invito al rispetto del pluralismo e dei diversi punti di vista che ha portato, di fatto, alla presenza del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Scotti, in studio.

Nel confronto previsto per mercoledì al settimo piano, il dg avrà sicuramente l'appoggio dei consiglieri vicini al centrosinistra, che promuovono la condotta di Santoro, e del presidente, Claudio Petruccioli, che spiega di non condividere "giudizi liquidatori su 'Annozero'": "Santoro, lo sappiamo, non è un giornalista e un autore facile; ma il suo, anche quando suscita reazioni di dissenso, è un contributo al pluralismo del servizio pubblico, come moltissimi, se non proprio tutti, hanno giustamente detto nel periodo in cui questo contributo è stato impedito". Per Alessandro Curzi, la trasmissione "non ha violato norme sul pluralismo dell'informazione dettate dall'azienda". Anzi, "c'è stata molta buona politica, e non si è dato altro materiale all'antipolitica. Lo Stato ne è uscito rafforzato e non indebolito". Ancora più netto Rognoni: "Una trasmissione seria e professionale", commenta respingendo l'ipotesi di nuove regole: "ci sono già, basta applicarle. E Santoro lo ha fatto".

Il giornalista, da par suo, difende il lavoro fatto e i buoni risultati raggiunti, precisando di non aver usato "acrimonia" contro il ministro e augurandosi che "in ogni sede venga considerata l'autonomia dei giornalisti. Poi, il Cda fa il suo lavoro, io sono sereno. Per il resto, 'come viene ce la pigliamo', come si dice dalle mie parti". Una cosa è certa, non ci sarà una trasmissione 'riparatrice': "siamo assassini che non tornano mai sulla scena del delitto", chiosa Santoro.

Ma oltre a quella che si giocherà nel campo di viale Mazzini, c'è un'altra battaglia che insidia la tenuta del Cda. Se Mastella minaccia di portare il tema in Senato, mandando in fibrillazione l'intera maggioranza, c'è già una risoluzione depositata in Vigilanza, e firmata dal vicesegretario dell'Udeur Satta, che chiede l'azzeramento del Cda. La mozione sarà votata tra due settimane e potrebbe incontrare il consenso di diversi gruppi parlamentari (già assicurato quello di Rnp e Idv, ma probabile quello dei 'cespugli' di entrambi i poli), con una maggioranza trasversale che si è già verificata nella commissione di Vigilanza. Intanto, sempre mercoledì, Santoro dovrebbe essere ascoltato dai parlamentari della commissione di San Macuto: un'audizione calendarizzata, e non diretta conseguenza della trasmissione di ieri, nel corso della quale non mancheranno certo le scintille.

Cosa dicono le normative in materia:

«Il Parlamento non ha poteri»

Parlamento non può sfiduciare il consiglio di amministrazione Rai. Non può farlo il Senato, non può farlo la commissione di Vigilanza. Quest’ultima poteva farlo dal 1996 fino all’approvazione del Testo unico sulla radiotelevisione, del 31 luglio 2006. Testo varato dall’allora ministro delle comunicazioni Mario Landolfi, oggi presidente della commissione di Vigilanza, che ha abrogato il comma della legge 650 del ’96 che consentiva ai presidenti delle Camere di revocare il mandato del Cda su delibera votata dai due terzi dei componenti della Vigilanza. Un voto del Parlamento contro il cda Rai, quindi, avrebbe effetto come"sfiducia politica",senza automatismi. Sul"caso" Santoro, il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, annuncia che le valutazioni sul programma saranno portate al prossimo cda. (MarcoMele)

Ma vogliamo scommettere che, presto inizieranno le epurazioni cominciando da De Magistris a seguire la Forleo, Santoro e di quanti prenderanno posizione contro la CASTA?

Le grandi manovre sono cominciate:

Prodi critica Santoro. (sente la sedia traballare, sotto il culo, a causa dell’ira del pelide Clemente; se salta il cda Rai salta il governo)

Mastella sfiducia il cda della Rai. (a meno che non gli servano la testa di Santoro su un piatto d’argento)

Di Pietro si schiera con i magistrati. (già e figuriamoci, lui è l’emblema di mani pulite, può oggi criticare chi si appresta a seguire le sue orme? Voto 10+ almeno è coerente, anche se per motivi di facciata) 


Salvi attacca il premier, il Polo gongola sulle divisioni dell'Unione ma Storace tuona:
«C'è in giro una voglia di riscossa morale che il Centrodestra farebbe malissimo a ignorare». (ma un bel: ma sti cazzi non ce li mettiamo?)

Clima politico rovente, dopo la trasmissione Annozero di Santoro.

Il premier prima la stronca: «Mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell'appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia ».

E così finisce sotto tiro: «Non spetta a lui dare giudizi » protesta Cesare Salvi (Sd). «Tutto Prodi può fare - incalza il ministro Di Pietro - salvo dire che Santoro non possa svolgere informazione». «Niente gogne mediatiche, ma niente censura» afferma Sergio Bellucci (Prc). E il Verde Natale Ripamonti evoca «le epurazioni in stile berlusconiano ».

Allora il premier aggiusta il tiro: ribadisce le critiche ma aggiunge che «nessuno ha pensato mai a restringere la libertà, o limitare una trasmissione ».

Ma che gran paraculo sto Romano Prodi….

Il paradosso:
Mastella dice che Santoro e «Floris stanno lavorando per il ritorno del Cavaliere. Se salta Prodi arriva proprio il Cavaliere, ve lo dico io».

A voi il giudizio, popolo di elettori…

Il dominio di gente trista è dovuto unicamente alla viltà di chi si lascia soggiogare [Plotino]
(Non solo, non solo, di chi si lascia soggiogare, caro Plotino!!!)


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permalink | inviato da COC il 6/10/2007 alle 17:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


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