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Questo blog si schiera apertamente con tutti i popoli oppressi e/o coercizzati da parte di governi o di Paesi che approfittando della loro superiorità tecnologica, militare, finanziaria, li spogliano di ogni risorsa e ne calpestano la dignità.

1)Sono un giustizialista, non un giustiziere, per cui combatto le ingiustizie sociali ovunque e contro chiunque le perpetri(per questo motivo,mi considero un rivoluzionario).

2)Sono della razza mia e ne vado fiero,per questo motivo posso essere considerato razzista, delle altre razze me ne fotto,almeno, fino a quando non interferiscono con la mia libertà o tentano di prevaricarla, in questo caso mi riservo il diritto di difendermi con i mezzi che ritengo più opportuni;

3)credo in qualcosa di spiritualmente superiore all'uomo, ma non credo nelle religioni così come non credo nei partiti;

4)non cerco la vostra approvazione e del vostro disprezzo me ne frego, passo e ci piscio sopra;

 


 

 

 

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28 dicembre 2009

Gaza 29/12/2008 Piombo Fuso

[…]c’è un termine in ebraico, sudar, con cui si indica il sudario, e che in ebraico moderno significa sciarpa, scialle. E’ un termine che è indicato ben undici volte nella Mishnà, la codificazione della Torah orale, che raccoglie le principali opinioni degli scribi e dei rabbini sui problemi della legge.

“si mette un sudar duro in uno morbido e si avvolge il collo del condannato. Due boia tirano i due lembi di questa sciarpa in senso contrario, finchè il condannato apre la bocca per poter versare nei suoi visceri piombo fuso…”
Il destino di Gaza e dei Palestinesi e’ scritto!
(Domenico Savino 4/01/2009 “Piombo Fuso)
Un anno fa l'operazione Piombo Fuso
Gaza ricorda le 1.400 vittime
Quando l’operazione israeliana “Piombo fuso” a Gaza si concluse nel gennaio 2009, i palestinesi scoprirono che gran parte delle loro infrastrutture – comprese abitazioni, scuole, ministeri, la rete idrica e i servizi igienico-sanitari, l’energia e le reti di telecomunicazioni, strade, ponti e ospedali – erano state ridotte in macerie
ROMA (27 dicembre) - Un anno fa l'aviazione militare israeliano attaccava la Striscia di Gaza nell'operazione militare definita Piombo Fuso. Alle ore 11.25 locali, l'ora in cui iniziò l'attacco, su richiesta di Hamas gli abitanti hanno osservato un minuto di raccoglimento per ricordare le circa 1.400 vittime (stime israeliane) registrate in un mese di combattimenti, mentre risuonavano le sirene. Nella piazza antistante il parlamento sono stati esposti i nomi di ciascuna vittima. Per tutta la giornata si sono susseguite cerimonie, mentre programmi speciali venivano mandati in onda dalle stazioni radiofoniche e televisive locali.

I dirigenti di Hamas hanno sostenuto che Israele non è riuscito a conseguire gli obiettivi che si era prefisso alla vigilia della operazione. «La striscia di Gaza - ha rilevato Ismail Haniyeh - è ancora forte, Israele non è riuscito a sconfiggerci. L'isolamento della Striscia ha avuto l'effetto di indurire Gaza, al punto che non può essere sconfitta. Sono stati i nostri combattenti ad obbligare infine il nemico al ritiro, mentre la nostra resistenza proseguiva».

Mentre la Striscia è ancora alle prese con la ricostruzione e i feriti più gravi sono ancora assillati dalle cure mediche (spesso problematiche a causa dell'isolamento), Hamas conduce trattative indirette con Israele per uno scambio di prigionieri che, se realizzato, rappresenterebbe il maggiore successo politico negli ultimi due anni. «Ancora un accordo non c'è e non so se ci sarà » ha detto oggi il premier israeliano Benyamin Netanyahu, mentre a Damasco Hamas prosegue le consultazioni sullo scambio fra Ghilad Shalit e centinaia di palestinesi detenuti in Israele.

Nel frattempo aumenta la tensione fra il governo di Israele e i dirigenti dell'Anp a Ramallah, dopo che ieri l'esercito israeliano ha ucciso sei palestinesi: tre ai margini della striscia di Gaza e altri a Nablus (Cisgiordania). Questi ultimi, secondo l'esercito israeliano, avevano ucciso venerdì un rabbino in un'imboscata presso Nablus. Secondo l'Anp Israele avrebbe dovuto chiedere ai servizi di sicurezza di Abu Mazen di catturarli. Invece sono intervenute unità di elite israeliane e i tre miliziani (tutti di al-Fatah) sono rimasti uccisi. «Si è trattato di una esecuzione a sangue freddo» ha accusato un dirigente politico di al-Fatah. Ma Israele nega: i tre, afferma, si sono ripetutamente rifiutati di arrendersi, ed erano armati. Uno dei loro fucili, viene aggiunto, è quello che ha ucciso il rabbino. (Il Messagero)




15 febbraio 2009

Yehoshua: un insulto a 6 milioni di martiri

Pur trovandomi in totale disaccordo sul titolo (d'altro canto il titolo è un'esternazione di parte) pubblico questo articolo di Paolo Barnard che getta qualche sprazzo di luce tra le mille ombre che la stampa, occidentale, oscurantista e serva, tenta di darci a bere, riguardo la questione israelo-palestinese. 



Di Paolo Barnard – www.paolobarnard.info
(commento alla lettera di Abrham B. Yehoshua, pubblicato dalla Stampa del 18/01/2009)

Abrham. B. Yehoshua. “Caro Gideon,
negli ultimi anni ... Quando ti pregai di spiegarmi perché Hamas continuava a spararci addosso anche dopo il nostro ritiro tu rispondesti che lo faceva perché voleva la riapertura dei valichi di frontiera..."

Hamas continua a sparare razzi anche e soprattutto perché Gaza è la più grande prigione a cielo aperto del mondo, definita nel 2007 dal sudafricano John Dugard, Special Rapporteur per i Diritti Umani in Palestina dell'ONU, "Apartheid... da sottoporre al giudizio della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja". Perché nell'agosto del 2006 la Banca Mondiale dichiarava che "la povertà a Gaza colpisce i due terzi della popolazione", con povertà definita come un reddito di 2 dollari al giorno pro capite, che è il livello africano ufficialmente registrato. Perché appena dopo le regolari e democratiche elezioni del gennaio 2006 con Hamas vittoriosa, Israele inflisse 1 miliardo e 800 milioni di dollari di danni bombardando la rete elettrica di Gaza e lasciando più di un milione di civili senza acqua potabile. Perché nel 2007 l 'ex ministro inglese per lo Sviluppo Internazionale, Clare Short, dichiarò alla Camera dei Comuni di Londra "sono scioccata dalla chiara creazione da parte di Israele di un sistema di Apartheid, per cui i palestinesi sono rinchiusi in quattro Bantustan, circondati da un muro, e posti di blocco che ne controllano i movimenti dentro e fuori dai ghetti (sic)". Ecco perché. Perché sono 60 anni che Israele strazia i palestinesi con politiche sanguinarie, razziste e fin neonaziste.

A.B.Y. "Ti chiesi allora se ritenevi plausibile che Hamas potesse convincerci adottando un comportamento del genere o se, piuttosto, non avrebbe ottenuto il risultato contrario, e se fosse giusto riaprire le frontiere a chi proclamava apertamente di volerci sterminare."

Arafat riconobbe Israele nel 1993, agì fermamente per reprimere Hamas (come testimoniò Ami Ayalon, ex capo dei servizi segreti Shab'ak israeliani, nel 1998) e cosa ottenne? Barak, Clinton e poi Sharon lo distrussero. Hamas ha dichiarato ufficialmente nel luglio del 2006 con una lettera al Washington Post di riconoscere il diritto degli ebrei all'esistenza in Palestina fianco a fianco dei palestinesi. Nessun media italiano o europeo ha ripreso la notizia. Nessuno.

A.B.Y. "... I valichi, da allora, sono stati riaperti più volte, e richiusi dopo nuovi lanci di razzi. Sfortunatamente, però, non ti ho mai sentito proclamare con fermezza: adesso, gente di Gaza, dopo aver respinto giustamente l’occupazione israeliana, cessate il fuoco..."

Respinto l'occupazione? Sono in una gabbia che li affama, che li fa morire ai posti di blocco, che gli nega l'essenziale per vivere. Di nuovo Dugard: "A tutti gli effetti, a seguito del ritiro israeliano, Gaza è divenuta un territorio chiuso, imprigionato e ancora occupato".

A.B.Y. "Talvolta penso, con rammarico, che forse tu non provi pena per la morte dei bambini di Gaza o di Israele, ma solo per la tua coscienza. Se infatti ti stesse a cuore il loro destino giustificheresti l’attuale operazione militare, intrapresa non per sradicare Hamas da Gaza ma per far capire ai suoi seguaci (e malauguratamente, al momento, è questo l’unico modo per farglielo capire) che è ora di smetterla di sparare razzi su Israele, di immagazzinare armi in vista di una fantomatica e utopica guerra che spazzi via lo Stato ebraico e di mettere in pericolo il futuro dei loro figli in un’impresa assurda e irrealizzabile..."

Questo è il razzismo di questi assassini vestiti da colombe. Vogliono 'educare' gli 'untermenschen' arabi a frustate, "fargli capire", come usava ‘far capire' nei campi di cotone della Louisiana 200 anni fa o nel ghetto di Varsavia, pochi decenni fa. 'Fargli capire' le cose ammazzando i loro bambini? Le loro donne? Questo si chiama massacro, è un crimine contro l'umanità che viola le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga. Questo Abrham B. Yehoshua è un mostro, e lui e i suoi colleghi non hanno appreso alcunché dal nazismo, anzi, hanno solo appreso come replicarlo.

"Oggi, per la prima volta dopo secoli di dominio ottomano, britannico, egiziano, giordano e israeliano, una parte del popolo palestinese ha ottenuto una prima, e spero non ultima, occasione per esercitare un governo pieno e indipendente su una porzione del suo territorio."

Su una porzione del suo territorio... Non c'è limite all'abominio intellettuale di questo scrittore. Gli 'untermenschen' arabi devono essere grati di poter fare la fame su un fazzoletto di terra privo di ogni sbocco economico/commerciale e che è una frazione di quel 22% delle loro terre che gli è rimasto dopo che Israele gli ha rubato il 78% a forza di massacri e pulizia etnica.

"Se intraprendesse opere di ricostruzione e di sviluppo sociale, anche secondo i principi della religione islamica, dimostrerebbe al mondo intero, e soprattutto a noi, di essere disposto a vivere in pace con chi lo circonda, libero ma responsabile delle proprie azioni..."

Come aver detto agli etiopi nel 1984: "Se imparaste a coltivare la terra invece che chiedere l'elemosina all'ONU...".
Questo Abrham B. Yehoshua è, lo ribadisco e me ne assumo la responsabilità, un mostro. Lo è in forma più disgustosa di Sharon, di Olmert, della Livni, poiché traveste la sua perfidia disumana da 'colomba'.
L'ipocrisia della tragedia israelo-palestinese è arrivata a livelli biblici di disgusto. E ricordo, per tornare in Italia, la posizione dei nostri intellettuali di sinistra, ‘colombe’ anch’essi, come esplicitata sul sito http://www.sinistraperisraele.it/home.asp?idtesto=185&idkunta=185, dove campeggia una commemorazione di Uri Grossman, figlio dell’altra ‘colomba’ israeliana di chiara fama, David Grossman, ucciso durante l’invasione israeliana del Libano del 2006. La morte di un figlio è sempre una tragedia immane, e quella morte lo è nel suo aspetto privato. Non oserei profferire parola su questo.
Ma vi è un aspetto pubblico di essa, che stride e che fa ribollire la coscienza: Uri Grossman era un soldato di un esercito invasore, criminale di guerra, oppressore da 60 anni di un intero popolo, e che in Libano ha massacrato oltre 1000 esseri umani innocenti, dopo averne massacrati 19.000 in identiche circostanze nel 1982 e molti altri nel 1978. Uri Grossman era una pedina di una impresa criminale, ma venne commemorato su tutti i media italiani, e ancora lo è sul sito dei nostri ‘intellettuali colombe’.
Dove sono le commemorazioni della montagna di Abdel, Baher, Fuad, Adnan, la cui vita spezzata a due anni, a tredici anni, a trent’anni, e senza aver mai indossato la divisa di un esercito criminale di guerra, ha lasciato il medesimo strazio e il medesimo buio di vivere di “papà, mamma, Yonatan e Ruti” Grossman? Dove sono? Dove?

"Far capire"... "malauguratamente è l'unico modo". Queste parole, Abrham B. Yehoshua, questi 'intellettuali' traditori, la difesa del sionismo e delle condotte militari di Israele dal 1948, sono un insulto a sei milioni di martiri ebrei dell'Olocausto nazista. Lo scrivo, lo dico e mi chiamo Paolo Barnard.

Paolo Barnard




7 gennaio 2009

Una presidenza, quella della Livni, ottenuta col sangue...

Quello centinaia di civili palestinesi, in gran parte anziani, donne e bambini, mentre le diplomazie del mondo taciono o fanno finta di indignarsi, visto che, da bravi servi, lacchè e pigliainculo, non possono prendere nessun tipo di posizione nei confronti di "sion", che non sia prona o supina al loro padrone.

Ieri l'esercito di occupazione sionista ha fatto strage di civili palestinesi in una scuola Onu, almeno 40 i morti, in gran parte donne e bambini. Un'eccidio di enorme eco mediatica in tutto il mondo, tale da aumentare la pressione diplomatica su Israele per un rapido raggiungimento della tregua per motivi umanitari, così scrivono le agenzie. In realtà non  i è parso di vedere nessuna reazione indignata anzi mi è parso che la notizia sia scivolata via nell'indifferenza più totale, si sa c'erano le feste cristiane in mezzo, e mica si volevano rovinare le feste a causa di 4 straccioni di palestinesi del cazzo, eccheccazzo!

Anche se so che serve a poco, voglio portare al Popolo Martire di Palestina il mio personalissimo augurio di una felice e profiqua terza Intifada, per un futuro fatto di pace e libertà e da padroni della propria terra.


"Hasbiya Allahu la 'ilaha 'illa huwa 'alayhi tawakkaltu wa huwa Rabbu 'al-'arshi 'al-'azim"
(Qur'an al Karim, IX, 129)



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