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Questo Blog è un blog "FASCISTA", nel senso nobile del termine e non nel senso che per 60 anni questa giudeocrazia gli ha conferito. Politicamente non si colloca ne a DESTRA, ne a SINISTRA, ma sta col POPOLO tutto a prescindere dalla razza, religione e ceto sociale. Rispetta chi porta rispetto ed è inflessibile con chi non rispetta le tradizioni e le leggi siano esse dello Stato che Naturali.

Questo blog si schiera apertamente con tutti i popoli oppressi e/o coercizzati da parte di governi o di Paesi che approfittando della loro superiorità tecnologica, militare, finanziaria, li spogliano di ogni risorsa e ne calpestano la dignità.

1)Sono un giustizialista, non un giustiziere, per cui combatto le ingiustizie sociali ovunque e contro chiunque le perpetri(per questo motivo,mi considero un rivoluzionario).

2)Sono della razza mia e ne vado fiero,per questo motivo posso essere considerato razzista, delle altre razze me ne fotto,almeno, fino a quando non interferiscono con la mia libertà o tentano di prevaricarla, in questo caso mi riservo il diritto di difendermi con i mezzi che ritengo più opportuni;

3)credo in qualcosa di spiritualmente superiore all'uomo, ma non credo nelle religioni così come non credo nei partiti;

4)non cerco la vostra approvazione e del vostro disprezzo me ne frego, passo e ci piscio sopra;

 


 

 

 

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12 giugno 2009

Oggi s'e' consumato un efferato scempio

Ai danni dell Paese, dei cittadini di questo Paese, delle sue leggi e della sua costituzione, certo che se magari certi magistrati non avessero abusato degli strumenti a loro disposizione, forse e dico forse, questi maiali non sarebbero arrivati a tanto o comunque non avrebbero avuto scusanti alla loro, nefasta, opera...

 

 

 

 

Oggi si è consumato lo scempio più efferato nella storia della Repubblica. In un colpo solo, con il disegno di legge approvato pochi minuti fa alla Camera, si sono spazzate via l’obbligatorietà dell’azione penale ed il diritto ad essere informati.

Non sarà più possibile utilizzare le intercettazioni per combattere la criminalità. Con questa legge, che impedisce le rilevazioni telefoniche ed ambientali, la magistratura ha perso occhi ed orecchie. Mentre la stampa non potrà più pubblicarle.

Per avallare la votazione, sono state strumentalizzate e distorte nel significato persino le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, almeno ora dovrebbe indignarsi, non avendo raccolto l’appello per fermare questa scellerata votazione.

Il governo Berlusconi IV legittima nelle istituzioni l’esistenza della malavita organizzata, del malaffare, della corruzione e legifera per sdoganare l’immoralità, la distruzione dell’etica, la corruzione economica e sociale dello Stato, favorendo l’ingresso della criminalità e dei suoi metodi affaristici nel tessuto sociale ed economico del Paese.

Una partita a due, tra governo e malviventi, con una sola porta, la corruzione, e senza arbitri, la magistratura ed i cittadini: una platea di spettatori inermi.

Questo governo non è costituzionale perchè umilia la Costituzione. Questa maggioranza è golpista, perché non si è insediata negli scranni capitolini per risolvere i problemi dell’Italia ma per spartirsi una torta di potere.

Il Parlamento, la Costituzione e le sue regole sembrano impotenti dinnanzi a un tumore che si è insinuato nello Stato in modo subdolo ed invisibile.

Servono le piazze, i cittadini, la disubbidienza civile, l’Europa e l’unione di tutte le forze sociali che non si riconoscono in questa brutta pagina della storia.

Le leggi si devono rispettare finchè a scriverle non sono i delinquenti.

 

Si ringrazia NadiaSummer per la segnalezione




12 ottobre 2008

quattro misure , 4, contro la crisi

E' giunta l'ora di dare una spallata al sistema capitalistico. Non ci vuole nemmeno tanta forza, basta un po' di buona volontà e assumersi qualche piccolo rischio. Dl blog  di Marco Cedolin,  "IL CORROSIVO", raccolgo quest'appello che rilancio anche sul mio. Di mio aggiungerei la proposta di chiudere tutti i nostri conti correnti in modo tale di poter, in poche mosse, dare scacco matto al sistema liberal_capitalista e non solo una semplice spallata per farlo cadere,il rischio che potrebbe rialzarsi è troppo grande.




Appello urgente alla Rete
Quattro misure contro la crisi:
Sospendere temporaneamente il pagamento dei mutui; vietare le transazioni allo scoperto; bloccare la costruzione delle grandi infrastrutture non cantierizzate; proporre, da subito, nuovi strumenti per sostenere il reddito delle classi meno agiate.


A fronte della crisi economica in atto, sottoponiamo all’attenzione della Rete il seguente appello formale:

- La crisi in corso evidenzia i limiti del capitalismo in termini etici, sociali, economici e politici.

- Di qui la necessità del suo superamento attraverso l’edificazione graduale e non violenta di un nuovo modello di società, capace di integrare i valori della solidarietà e della sobrietà.

- Vanno perciò subito presi alcuni provvedimenti a difesa del credito, dei redditi e dell’occupazione di tutti i cittadini, in nome del benessere collettivo e non di quello particolare di pochi speculatori. Si tratta di interventi finalizzati, in prospettiva, al recupero della piena sovranità della politica, intesa nel senso più nobile del termine, sull’economia. Interventi che devono chiamare in causa il ruolo dello Stato nell’ambito della tutela, in ultima istanza, del lavoro e del credito ai cittadini e alle famiglie. Ma anche di facilitare, sotto il profilo legislativo, il ruolo della magistratura nel perseguire i reati finanziari commessi nello svolgimento di attività borsistiche e creditizie.
A questo proposito si chiede, in attesa di una ormai irrinunciabile evoluzione sociale in senso umano e contro la bestialità della pura logica del profitto, alle forze politiche di maggioranza e di opposizione, di sostenere nell’ambito del Governo, del Parlamento e in tutte le sedi politiche opportune – qualora la situazione nei prossimi mesi, se non addirittura giorni, dovesse precipitare – le quattro seguenti misure, sicuramente “minimali”, ma capaci di rappresentare il primo segnale di una volontà comune di fuoriuscire dal vizioso ciclo capitalistico del debito e della speculazione:

1) Dichiarare temporaneamente sospeso il pagamento di tutti i mutui bancari, inclusivi degli interessi maturati, stipulati entro gli ultimi cinque anni, per l’ acquisizione della prima casa.

2) Dichiarare illegali, a decorrere dalla data di pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, tutti i cosiddetti prodotti derivati e le cosiddette transazioni “allo scoperto” (elencandoli in apposite tabelle complementari ).

3) Proporre, sin da oggi, nuovi strumenti per sostenere il reddito delle classi meno agiate, qualora aumenti dell’inflazione e dei prezzi delle merci di largo consumo mettano a serio repentaglio livelli di vita già oggi precari.

4) Bloccare la costruzione delle grandi infrastrutture non ancora cantierizzate (TAV in Val di Susa, Ponte sullo Stretto di Messina ecc.) al fine di utilizzare il capitale ad esse destinato per sostenere i redditi e l’occupazione, riservandosi di sottoporle in un secondo momento ad una seria analisi costi/benefici che verifichi l’opportunità della loro costruzione.

Tale appello è frutto di ponderata analisi e discussione avvenuta sul Web, e non esclude – per il futuro – nuovi interventi a più ampio spettro.



Roma, 10 ottobre 2008
Carlo Bertani (scrittore - http://carlobertani.blogspot.com/ )
Miguel Martinez (traduttore – http://kelebek.splinder.com/)
Valter Binaghi (scrittore - http://valterbinaghi.wordpress.com/ )
Nicola Vacca (poeta - http://nicolavacca.splinder.com/ )
Guido Aragona (architetto - http://bizblog.splinder.com/)
Antonio Saccoccio (blogger/net-artista - http://liberidallaforma.blogspot.com/)
Truman Burbank (ingegnere http://truman.blogspot.com/ )
Roberto Buffagni (drammaturgo)
Stefano Moracchi (saggista -http://www.attuazionista.blogspot.com/)
Michele Antonelli (ingegnere elettronico)
Barbara Albertoni (insegnante – http://www.cloroalclero.com/ )
Eduardo Zarelli (insegnante e editore http://www.ariannaeditrice.it/ )
Valerio Lo Monaco (giornalista)
Federico Zamboni (giornalista)
Per le adesioni: carlo.gambescia@gmail.com
Sir Percy Blakeney (economista- http://www.vivereacomo.com/ )
Gianguido Mussomeli (insegnante e musicologo - Freiberg am Neckar - Germania -
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Luigi Walt (dottore di ricerca -
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Italo Romano ( laureando in ingegneria per l'ambiente ed il territorio -
http://www.oltrelacoltre.com/)
Fabio D'Amico (insegnante)
Luigi Turchi (insegnante)
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Giacomo Petrella (laureando in Scienze Internazionali eDiplomatiche)
Alessio Mannino (giornalista -
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Stefano Belliti ( alias "Pennywise" -
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Nardino D'Angelo (studente)
Alberto Fraternali (alias "Olibaga", libero professionista
olibaga@gmail.com )
Roberto Aldo Mangiaterra (alias "Mago delle Fiabe" - http://www.reset-italia.net/)
Doriana Goracci (esodata volontaria da Banca Intesa)


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8 ottobre 2008

Obbligazioni & Vaselina

 
di Eugenio Benetazzo

Lo avevo già predetto nel Maggio del 2006, il miglior investimento per gli anni a venire sarebbe stato l'acquisto di azioni di società che producono vaselina, perchè ve ne sarebbe stata una fortissima richiesta nel successivo biennio. Andate a rileggervi quello spiritoso redazionale per capire perchè adesso la vaselina è ampiamente richiesta dai piccoli risparmiatori italiani. Iniziamo con lo svegliare tutte quelle persone che dormono nell'innocente torpore accompagnato dalle affermazioni rassicuranti delle nostre autorità istituzionali che non sanno più come tranquillizzare il pubblico risparmiatore italiano. Secondo autorevoli, quanto discutibili, fonti mediatiche, l'attuale crisi finanziaria (la peggiore di sempre) non contagerà più di tanto il vecchio continente ed il nostro paese: questo perchè le banche italiane ed europee non sono avventate e spudorate come quelle statunitensi che adesso si scontrano con il mostro che loro stesse hanno creato (il profitto indiscriminato). Infatti le banche italiane, per fare un esempio, non hanno erogato mutui al 100 % a persone che non hanno un reddito certo come in America, e nemmeno hanno cartolarizzato posizioni di debito ipotecario quando si sono rese conto che anche in Italia si stava verificando una sistematica incapacità di onorare i propri debiti nel lungo termine in seguito al progressivo rialzo dei tassi di interesse.

Secondo le fonti istituzionali, a farla grande, forse saranno state un paio di banche nel nostro paese ad aver erogato mutui ad intervento integrale, gonfiando le perizie di valutazione degli immobili pur di rendere congrua la rata del mutuo con il reddito mensile percepito e riuscire così a fare budget. Di cosa vi stupite! Ormai si cerca all'inverosimile di nascondere anche quello che è stato palese agli occhi di tutti per numerosi anni pur di evitare una crisi di fiducia da parte del sistema. Crisi che molto presto si riverserà anche sulle tasche di ignari risparmiatori che avevano investito in prodotti a capitale protetto e rendimento garantito, come le polizze index linked o le obbligazioni strutturate, nella speranza di almeno riprendersi l'integralità del proprio conferimento qualora i mercati avessero subito perdite o fossero state colpite da un andamento sfavorevole rispetto a quello pronosticato. E a questo punto si apre un vaso di pandora: infatti adesso si profilano rischi non indifferenti che vanno dall'impossibilità di smobilizzare la propria posizione fino alla perdita anche totale di quanto investito, nonostante la garanzia del capitale.

Prima di proseguire oltre è opportuno spiegare che cosa sono e come sono costruiti questi prodotti di investimento, in parte strumenti finanziari ed in parte assicurativi. Sostanzialmente, per semplificare al massimo, una obbligazione strutturata rappresenta l'unione di due strumenti finanziari a se stanti: una obbligazione tradizionale (emessa da un emittente con rating elevato) ed un prodotto finanziario derivato (come ad esempio, un'opzione su un indice di borsa). Quanto sopra esposto possiamo avallarlo anche per una polizza index linked (il cui capitale assicurato dipende dal valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento). Passiamo adesso a descrivere le operazioni finanziarie che effettua la banca che vi ha proposto l'obbligazione strutturata di turno: supponiamo che abbiate conferito 100.000 euro. Con questo importo viene sottoscritto l'obbligazione tradizionale che fa da sottostante alla polizza index linked, una obbligazione diciamo emessa da una primaria banca internazionale il cui rating è indiscusso. Questa obbligazione paga una cedola annuale del 4 % pari a 4.000 euro annui di interesse. La vostra banca a questo punto anticipa di tasca propria i 4.000 euro che percepirà alla fine dell'anno e li investe in prodotti finanziari sofisticati, come le opzioni su un indice di borsa, confidando in un rialzo di quell'indice per gli anni successivi. Il vantaggio di investire acquistando opzioni è duplice: infatti se il tal indice si muove al rialzo come si prevedeva, i 4.000 euro investiti potrebbero anche raddoppiare o triplicare, nel caso in cui invece questo non si verifichi, ovvero l'indice di riferimento scende piuttosto che salire, i 4.000 euro svaniscono in quanto il valore delle opzioni sugli indici si riduce a zero.

Con questa architettura è possibile pertanto investire anche su mercati molto volatili come gli indici azionari, mantenendo comunque la garanzia sul capitale in caso di andamenti avversi alle proprie aspettative, infatti trascorso un anno la vostra banca incassa l'interesse dell'obbligazione che ha per voi sottoscritto e copre la perdita dei 4.000 euro anticipati per effettuare la speculazione sull'indice di borsa. Naturalmente si può verificare che l'andamento degli indici si manifesti secondo le proiezioni ed analisi della vostra banca: in questo caso l'interesse percepito su base annua dalla vostra obbligazione strutturata o dalla vostra polizza index linked diventa significativa, anche oltre il 10%. Per come vi è stato descritto il tutto potete capire che volendo ognuno si potrebbe costruire da solo la propria obbligazione strutturata acquistando un titolo obbligazionario di first standing come il Bund (titolo di stato tedesco con scadenza decennale). E qui ora arriviamo al cuore di quanto vi voglio svelare con questo redazionale: le tecniche di marketing per vendere questi prodotti spingono molto sulle caratteristiche esplicite del prodotto ovvero il capitale protetto ed il rendimento garantito.

Tuttavia in pochi, temo, si soffermino a leggere quanto riportato nelle offerte di sottoscrizione o nei documenti di sintesi di queste obbligazioni strutturate o di queste polizze unit linked. Alle voci "Rischio Emittente" o "Garanzie" quasi tutti i modelli riportano la stessa frase di rito ovvero "il contraente assume il rischio di credito connesso all'insolvenza degli emittenti del portafoglio finanziario strutturato: pertanto, esiste la possibilità che il contraente ottenga, al momento del rimborso, un ammontare inferiore al capitale nominale". Questa clausola viene riportata molto spesso anche in grassetto, per far capire a chi sottoscrive il prodotto che la famosa frase fatta "capitale protetto e rendimento garantito" vale solo in teoria, infatti qualora l'emittente andasse in default o fallisse, il proprio capitale andrebbe a gonfiare le fila di penose vicende finanziarie stile Argentina o Cirio.

Sappiate che in quest'ultima settimana molti prodotti a capitale protetto (obbligazioni strutturate o polizze index linked) si sono polverizzati in quanto avevano come sottostante una obbligazione tradizionale di Lehman Brothers !

Inutile raccontarvi di quante banche italiane ora facciano a gara a ritirare la raccolta per la tal obbligazione strutturata di turno sapendo benissimo il marcio del sistema ed i rischi per chi le sottoscrive. Chi invece avesse sottoscritto in passato prodotti di questa fattezza è vivamente invitato ad informarsi quanto prima sulla consistenza del sottostante della propria polizza od obbligazione strutturata (per conoscere chi è l'emittente che dovrebbe garantire loro almeno il capitale versato), e qualora fosse ormai troppo tardi, di procurarsi una abbondante confezione di vaselina con relativo applicatore per sopportare con maggior serenità il dolore che avvertiranno dall'ennesima sodomia finanziaria.


www.eugeniobenetazzo.com/tour.htm


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permalink | inviato da C.O.C. il 8/10/2008 alle 18:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa



24 gennaio 2008

La fiducia secondo Romano

Il governo ha chiesto la fiducia al Senato.
(Ovvero sarebbe assurdo buttare alle ortiche tutto quanto,
proprio ora che l'elargizione delle prebende a vita sono alle porte)

Di Valentina, visto e modificato da me medesimo

Tra insulti, grida, minacce e svenimenti stanno decidendo le sorti del paese e tra poche ore sapremo come si risolverà la crisi aperta pochi giorni fa da Mastella.

Se ne era andato sbattendo la porta, offeso per non aver ricevuto il sostegno e la solidarietà di amici e alleati. I cori da stadio e la standing ovation ricevuti durante la lettura delle proprie dimissioni evidentemente non sono bastate al nostro eroe da Ceppaloni (un nome, un programma, anche il paese)...eppure quando era Berlusconi a dirsi perseguitato dai giudici mezza Camera lo fischiava, ora no, tutti uniti contro il povero oppresso.

Sono stati due anni frenetici in cui l’ex ministro della Giustizia si è distinto per le innumerevoli iniziative che a lungo ce lo faranno ricordare: dall’indulto, alla legge-bavaglio sulle intercettazioni, alla riforma dell’ordinamento giudiziario, alle numerose ispezioni nelle procure dove Pm insolenti avevano l’ardire di indagare su di lui, alla richiesta di trasferimento per De Magistris (mentre l’articolo veniva redatto De Magistris annunciava le sue dimissioni dalla casta dei magistrati (ANM) che a suo dire, non solo non è in grado di rappresentare, ma nemmeno di tutelare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, e che le cui condotte stanno affievolendo e indebolendo quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione)



Sono lontani i tempi in cui era portavoce di De Mita, ora, dopo una carriera zigzagante, è lui il leader: e l’ha dimostrato. Con un misero 1,4% di voti ha saputo tenere in stallo per quasi 2 anni il governo, facendo cose che pochi sanno fare: come un infaticabile governo ombra ha fatto opposizione dall’interno, ha remato contro, ha minacciato ogni settimana una nuova crisi e ha invocato continue verifiche nella maggioranza.

La situazione è precipitata il 16 gennaio quando si è diffusa la notizia degli arresti domiciliari della moglie di Mastella, indagata insieme a 23 esponenti dell’UDEUR dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il nostro eroe non perde tempo e, forse dimenticando di essere ancora il Ministro della Giustizia in carica, presenta alla Camera un discorso strappalacrime in difesa della sua famiglia, e della democrazia (ma un giudice che vuole applicare la legge da quando è contro la democrazia?), critica aspramente una “certa magistratura che considera certi politici come un muro da abbattere” (in particolare il procuratore che sta conducendo l’indagine), e contro la fuga di notizie (che peraltro si ritorce sempre contro i magistrati –De Magistris è l’esempio). Quello stesso giorno si diffonde la notizia che anche Mastella è indagato e gli vengono contestati sette capi di imputazione.

Pare, tuttavia, che la notizia degli imminenti arresti domiciliari della moglie non abbia colto di sorpresa il nostro eroe. L’anteprima l’aveva ricevuta con un paio di giorni di anticipo dai suoi fedelissimi, e aveva avuto così il tempo di preparare il contrattacco e quel commovente discorso letto con tanto pathos.

Avuta la soffiata, non si è rivolto ai colleghi della coalizione, ma ha contattato Berlusconi: quale migliore alleato di chi da anni condanna duramente la magistratura e la giustizia?

Nell’ultima settimana ci è stato presentato un quadro perfetto di quello che oggi è la situazione della politica italiana: dopo lo scandalo dei rifiuti campani abbiamo visto indagati il ministro della Giustizia, 23 rappresentanti di un partito della maggioranza, la moglie di Mastella che continua a presiedere la giunta campana dalla cucina di casa sua e non si dimette, il governatore della Sicilia che esulta per essere stato condannato a 5 anni e nemmeno lui pensa a dimettersi, anzi riceve le congratulazioni da Casini...

E’ vero che chiunque è innocente fino a prova contraria, ma direi che questa desolante condizione dovrebbe bastare a Prodi per ammettere che la politica italiana è sull’orlo del baratro, alzarsi dalla poltrona e tornarsene a Bologna, in bicicletta magari....tanto per schiarirsi le idee.

Prodi sapeva di firmare una cambiale in bianco quando ha accettato l’UDEUR nel governo, il problema è che ora chi la deve pagare siamo noi.

Mastella con un tempismo perfetto ha dato al governo la spallata che l’opposizione da tempo cercava: proprio in questi giorni, in cui cominciava a farsi più intenso il dibattito sulla legge di riforma elettorale e la Consulta ha comunicato l’ammissibilità dei referendum.

L’UDEUR è contraria sia alla Bozza Bianco sia al referendum, perché in entrambe i casi i piccoli partiti verrebbero penalizzati dalle soglie di sbarramento.

E’ una coincidenza che la crisi sia stata aperta proprio adesso?

Ora che ci provino a portare avanti la riforma elettorale col governo agonizzante, e comunque Mastella ormai ha dichiarato che l’esperienza col centro-sinistra è finita ed è già pronto a saltare sul carrozzone del centro-destra.

Non illudetevi! Ha già calcolato tutto. Lo ritroviamo anche nel prossimo governo.

Ha trovato in Berlusconi un nuovo alleato, uniti contro il nemico comune: il codice penale.

Valentina

Fonti:

IL GIORNALE

LA REPUBBLICA

QN - Quotidiano Nazionale

 




20 ottobre 2007

Come buttare 500 mln di euro dalla finestra

rescisso il contratto per lo Stretto di Messina, persi 500mln di euro (ovviamente tutta la popolazione commossa ringrazia)



Con lo scioglimento della società Stretto di Messina e l'annullamento del contratto, "sono stati persi 400-500 milioni di euro. Abbiamo fatto una furbizia". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, riferendo del voto di ieri sera in commissione Bilancio con il quale si è deciso l'annullamento del progetto del ponte sullo Stretto di Messina.

"Di fatto abbiamo buttato via 500 milioni, abbiamo fatto come i talebani. Difficile ora ricominciare" ha detto Di Pietro spiegando che 150 milioni sono andati alla società Stretto di Messina per il progetto preliminare del ponte e la realizzazione di tre gare.

"I vincitori di queste gare avranno stanotte brindato a champagne visto che senza spostare un muratore né una cazzuola di cemento intascano un guadagno del 10% per violazione contrattuale e senza pagarci nemmeno le tasse".

Il costo di tale penale ammonta a 300 milioni in totale che vanno ad aggiungere ai 150 della società di gestione: "In Italia – ha concluso Di Pietro - funzionano meglio gli uffici legali che non quelli di progettazione".

Rainews24 _ 19/10/2007

(Ringrazio Valentina per la segnalazione)



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